La predetta misura scaturisce da un’attività d’indagine delegata da questa DDA al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Matera che, con investigazioni svolte con particolare professionalità, consentiva a questo Ufficio di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a plurimi accessi abusivi nella Banca Dati delle forze di polizia da parte del Maresciallo Pavese Vito. Sulla base del quadro indiziario raccolto (ovviamente da verificare nel corso del procedimento); gli accessi alla Banca Dati venivano compiuti dal Pavese per soddisfare le richieste del Di Marzio che richiedeva al Luogotenente informazioni sul conto di persone con cui entrava in contatto; in periodo temporale sostanzialmente coincidente con la indebita acquisizione di tali notizie riservate.
Di Marzio assumeva, sui suoi cantieri, familiari del Pavese. Vale per i due indagati la presunzione di non colpevolezza sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.