Dall’attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile è emerso che l’uomo avrebbe minacciato e molestato la donna, dalla quale aveva avuto anche un figlio, ingenerando nella stessa il fondato timore per la sua incolumità.
L’uomo, nonostante sia già stato rinviato a giudizio per reati della medesima indole nei confronti dell’ex, continuava a porre in essere reiterate molestie e minacce contro la stessa. Ad esempio, nello scorso mese di gennaio, in preda a uno stato d’ira, avrebbe assunto un comportamento vessatorio nei confronti dell’ex, chiamandola al telefono più volte, anche di notte, e inviandole messaggi WhatsApp, che turbavano la sua serenità.
In un’altra circostanza, avrebbe raggiunto la donna sul posto di lavoro, inveendole contro, con toni alti e atteggiamenti aggressivi.
Nel rispetto dei diritti della persona indagata, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto sopra.