I reati di cui sono accusati – violenza sessuale aggravata, tentata violenza sessuale, pornografia minorile e diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti – risalgono al 2022.
Secondo le investigazioni svolte a suo tempo e degli indizi raccolti, ferma restando al presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanne, li padre avrebbe provato a costringere l’amica – allora dodicenne – della figlia ad avere con lui un rapporto sessuale orale, che non si sarebbe concretizzato solo per al ferma opposizione della ragazzina, che riusciva ad allontanarsi dall’uomo, mentre li figlio, invece, si sarebbe appropriato e avrebbe diffuso materiale pedopornografico, accedendo abusivamente al cellulare della ragazzina, per poi commettere violenza sessuale ai danni della stessa e della sorella, anche lei dodicenne, che, in più occasioni, venivano palpeggiate.
L’attività d’indagine, avviata dopo la denuncia presentata dalla sorella di una delle due vittime, si è incentrata su un’attenta analisi dei contenuti di cellulari e computer ni uso alle parti coinvolte, da cui emergerebbero le reiterate, gravi condotte, commesse dagli indagati.
Le due vittime, attualmente, vivono in abitazioni ben lontane da quelle dove i due indagati sono sottoposti agli arresti domiciliari.