Una decina di metri quadri di spazio occupato, con il tema scelto quest’anno, che si richiama ad una citazione tratta dalla novena del Santo Natale: “Manda o Signore, l’Agnello dominatore della terra, da Petra del deserto al Monte della figlia di Sion”. La nascita di Gesù Bambino, per unire due popoli, quella pagano della splendida aridità della millenaria Petra, città costruita dai Nabatei, e quello giudaico del glorioso Tempio di Gerusalemme.
Il lavoro cita anche un passo di Isaia che recita: “Uno stuolo di cammelli, ti invaderà, dromedari di Median e di Efa, tutti verranno da Saba portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”. E’ il viaggio dei tre Re Magi, saggi astronomi dediti alla scienza, che partono per un viaggio difficile, ma ricco di attesa: adorare Gesù Bambino e offrirgli dei doni come riconoscimento della Sua divinità. Il loro viaggio, lungo e faticoso, ha toccato anche le vie rocciose di Petra, in carovana sui loro cammelli, tra le sabbie desertiche sollevate dal vento? Chissà.
L’opera presepiale di Tinchi, storica, semplice e soprattutto bellissima, è stata realizzata interamente a mano dai tre artisti in erba, escluso le statue, ed usando materiale quali polistirene, polistirolo, gesso scagliola, colori acrilici e schiuma poliuretanica.
Un dieci e lode a tutti e tre.
Il presepe rimarrà visibile fino al 2 febbraio 2025, giorno di presentazione di Gesù al tempio.
Michele Selvaggi