Il presidente del Centro Dino Jula ha condotto i lavori illustrando i fatti recenti servendosi della vasta documentazione a disposizione. Premesso che all’interno dell’organismo si è diffusa e continua a perpetuarsi da alcuni mesi un clima di malessere che genera forti preoccupazioni e disagio per la posizione intransigente assunta da alcuni soci verso i quali sono già stati assunti severi provvedimenti disciplinari. Come è noto e come già riportato dalla stampa quel gruppo di soci che contesta e non si riconosce nell’attuale maggioranza regolarmente eletta, ma che pure continua a frequentare il centro, si propone di distaccarsi da esso e riproporre o ricreare la sezione della Associazione Reduci e Combattenti di Guerra. Tale associazione, una tra le più antiche della Basilicata, onde evitarne la chiusura è stata inglomerata e ospitata nella sede dell’Associazione Anziani prima e del Centro Sociale che ne hanno conservato lo spirito patriottico e sociale preservandola all’incuria del tempo e degli uomini. Nella sede di piazza Umberto sono conservati il gonfalone, i documenti ed i quadri rievocativi di tutti i reduci e combattenti pisticcesi. Ogni anno, peraltro viene puntualmente organizzata la ricorrenza e sfilata del 4 novembre.
Il gruppo dei dissidenti che pure nel passato ha rivestito importanti cariche sociali, ora per motivi che sfuggono, richiede l’uso di uno dei due locali del centro sociale che già ha problemi di spazi vitali per le numerose attività interne. E per il fine hanno già promosso una cerimonia davanti al monumento del Caduti ed avviato una campagna di adesioni e di tesseramento, creando confusione e disagio tra i soci per la duplice iscrizione.
Constatata la estrema difficoltà di una pacifica convivenza il sindaco di Pisticci è stato investito della questione ed ora è chiamato a pronunciarsi prima del ricorso ad altre sede. Nel corso dell’incontro è stato comunque biasimato il comportamento di persone che più che al bene comune pensano ad ergersi a protagonisti della storia.
Giuseppe Coniglio