Il tv movie racconta la vita di una famiglia tradizionale del Sud, nel momento in cui la civiltà contadina affronta la sfida e la tentazione dell’urbanizzazione odierna, in un’Italia che sta scoprendo sé stessa e il mondo proprio attraverso la tv. Quale miglior set naturale di Matera, per raccontare questo delicato passaggio della storia in una città da sempre sospesa tra passato e presente.
Lo zoom sulla narrazione sarà offerto da Pinuccio, ragazzino di 10-11 anni, figlio minore della famiglia Rondinone.
“Siamo orgogliosi di poter ospitare questa nuova produzione -dichiarano il sindaco Bennardi e l’assessore D’Oppido- perché si tratta di un’ulteriore occasione di promozione, economia indotta e ritorno d’immagine per la città dei Sassi, ormai lanciata e protagonista su piccolo e grande schermo”.
Il casting sta cercando un interprete di Pinuccio, ed ha già lanciato l’appello su web e social. Chi fosse interessato, può scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., indicando nell’oggetto “Masseria-Pinuccio”, con foto in primo piano del ragazzino (10-11 anni) e una a figura intera, una breve presentazione in cui racconta qualcosa di sé; non più di 30 secondi di girato anche con un cellulare, rigorosamente in orizzontale e formato leggero, con riportato sul file nome e cognome, età e numero di telefono di un genitore.
LA SCHEDA
La famiglia Rondinone è proprietaria di una grande masseria poco distante dalla città. Numerosa e unita sotto la guida del patriarca Eustachio, la famiglia ha sempre affrontato insieme le avversità e per decenni ha lavorato la terra e vissuto dei frutti del proprio lavoro. È una vita dura, a volte durissima, ma per Pinuccio, 11 anni, è anche una vita intrisa di magia e di sogni, come quello di avere un televisore, che però nel 1964 solo le poche famiglie benestanti del paese potevano permettersi. È con il suo punto di vista che seguiamo le vicende. L’eroe di Pinuccio è lo zio Vincenzo: il più forte, il più simpatico, ma anche il più moderno e al passo con i tempi. Essendo anche un bel ragazzo, è corteggiato da due donne: Giuseppina e Imma. Un giorno, però, lo zio, durante una festa nel cortile della masseria, smette di ballare e si accascia a terra. La diagnosi è grave: sclerosi multipla. Zio Vincenzo è così costretto a smettere di lavorare nei campi, cammina con sempre maggiore difficoltà e si ritrova presto su una sedia a rotelle. Pinuccio, che si prenderà cura dello zio, assiste sgomento alla trasformazione del suo supereroe, e assiste al disfacimento della sua vita sentimentale a causa della sua salute: mentre la prorompente Giuseppina si spaventa e si allontana, la timida Imma, che sarebbe felice di rimanere accanto a Vincenzo anche in quelle condizioni, viene “rifiutata”; dal giovane perché non vuole rovinarle il futuro. La famiglia, preoccupata per il futuro di Vincenzo, per assicurargli una vita normale, gli compra una tabaccheria in città, proprio accanto a un negozio di televisori che diventa la mecca di Pinuccio. La malattia di Vincenzo, la decisione di un altro fratello di abbandonare la vita dei campi a favore della fabbrica e la morte del patriarca Eustachio con le conseguenti liti per l’eredità, portano la famiglia Rondinone a prendere in considerazione la possibilità di vendere lamasseria a Domenico, un imprenditore che si dice abbia fatto fortuna vincendo alla Lotteria Italia. La data del passaggio di proprietà è fissata per il 7 gennaio1969. Pinuccio è preda di un grande sconforto. E anche Vincenzo, che nel frattempo ha avuto il coraggio di affrontare il futuro al fianco di Imma, capisce che non ci si può arrendere così. Ecco allora l’idea: approfittare dell’irresistibile seduzione che “Canzonissima” esercita, per acquistare un televisore e invitare tutta la famiglia a guardare insieme la finale del 6 gennaio 1969. Grazie alla complicità di tutti i cugini, il piano riesce. E così, la sera dell’Epifania, il buio della cascina viene illuminato dalla luce del televisore. A poco a poco arrivano tutti i fratelli e le sorelle. Entrano nella masseria diffidenti e sospettosi, ma la tensione che provano comincia a sciogliersi quando risuonano le note di “Zumzum zum” di Mina. Anche tutti i nostri attendono speranzosi l’estrazione della Lotteria Italia. Non vincono alcun premio, ma quella sera si rendono conto di amarsi ancora. Il 3 gennaio 2024 saranno esattamente 70 anni dall’inizio delle trasmissioni Rai e questa storia vuole essere un omaggio alla funzione sociale che la Rai ha avuto nel corso degli anni.