"L’insegnamento di Sophìa”, una novella cyborg che, nelle intenzioni dell’autore, attraverso l’interazione intimistica e introspettiva tra i suoi tre protagonisti- un tecno-scienziato, una filosofa ed una super intelligenza artificiale- intende stimolare la riflessione sulla necessità di una governance della tecnologia che consenta di non abdicare al ruolo che l’Uomo deve continuare ad avere nel mondo che verrà, o che già è, presidiando il potenziale tecnologico che gli si svela all'orizzonte con la consapevolezza della propria unicità irripetibile.
<Vivere “secondo misura” cercando di “conoscere se stessi” e “divenire ciò che siamo” è la direzione verso la Eudaimonia che già Aristotele aveva tracciato. Non dobbiamo inventarci nulla. E gestire l’Intelligenza Artificiale con misura, in maniera etica e selettiva, sarà la sfida vera del futuro, ma in realtà già del presente, in ottica di preservazione della Dignità dell’essere umano e della Libertà e Democrazia> è il messaggio più pregante venuto fuori da questo dibattito.