Relativamente all'emergenza idrica, denunciata da tempo, ultimamente viene strumentalizzata, diremmo opportunamente da chi porta la responsabilità di non essere stato in grado di prevenirla, non attraverso la danza della pioggia, ma con interventi mirati a rimuovere le cause delle perdite e degli sprechi delle acque invasate e trasferite agli aventi diritti.
Parimenti non vi è stata da parte del governo nazionale, ancora meno di quello regionale, un minimo di attività programmatoria dell'uso razionale dell'importante risorsa idrica.
In annate ad andamento pluviometrici regolare gli invasi lucani garantiscono circa un miliardo di metri cubi della preziosa risorsa. L'anno 2023-2024 fa registrare una riduzione di circa il 40% secondo alcune stime sicuramente non fornite dagli uffici istituzionali competenti. I quali per la verità ancora ad oggi, sia agenzia acque del sud spa, sia le autorità regionali, sia il consorzio di bonifica e tutte le altre strutture deputate alla gestione delle nostre acque, non hanno fornito un quadro chiaro in ordine ai fabbisogni e ai consumi per uso potabile agricolo ed industriale; al contempo non è dato conoscere disponibilità reali nei consumi da qui alla fine del 2024. Così come niente è stato preventivato per la captazione delle acque sotterranee da destinare all'agricoltura al fine di compensare quel presunto deficit idrico oggetto di speculazioni e strumentalizzazioni degli agricoltori.
Tavolo verde Puglia e Basilicata richiama l'attenzione di tutte le parti in causa al confronto e alla mobilitazione affinché vengano date risposte adeguate e concrete in tempi stretti ad una popolazione costretta a vivere nell' incertezza.