Giovedì, 03 Aprile 2025

La Provincia di Matera è vicina ai lavoratori metalmeccanici dell’automotive, compresi quelli dell’indotto che applicano il CCNL sottoscritto dalle categorie del commercio e quelli in somministrazione.

Da tempo si parla di autobus che viaggiano senza rispettare i limiti di capienza stabiliti dalle norme anti-Covid. Ieri l'ennesimo episodio si è registrato sulla linea che da Ripacandida e Ginestra porta i lavoratori nell'area industriale di Melfi.

"Grande adesione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici delle aree industriali di Potenza e Tito allo sciopero di due ore indetto ieri dai sindacati FIM FIOM UILM di Basilicata per la riapertura della trattativa, interrotta da Federmeccanica, per il rinnovo del contratto nazionale. Allo sciopero si è registrata una adesione molto alta e durante le assemblee si è manifestata l’urgenza di un contratto collettivo nazionale che ridistribuisca gli utili prodotti e che rafforzi i diritti".

E' quanto dichiarano le segreterie regionali Basilicata di FIM, FIOM e UILM.

Il contratto dei metalmeccanici - prosegue la nota stampa - interessa un milione e mezzo di persone che hanno bisogno di vedere riconosciuto adeguatamente il loro lavoro e non di continuare a restare fermi al palo come è successo negli ultimi anni, così come pensa Federmeccanica. L’attacco al contratto collettivo nazionale del lavoro da parte di Federmeccanica nasconde la volontà di sradicare la contrattazione dai luoghi di lavoro e di continuare a mortificare il salario e il potere di acquisto delle lavoratrici e dei Lavoratori riversando sulle loro spalle tutto il peso delle crisi".

"I metalmeccanici - dichiarano le sigle sindacali - difenderanno la loro piattaforma rivendicativa democraticamente votata e si opporranno a chi, utilizzando anche l’alibi perfetto della pandemia, cerca di imporre un modello che esclude chi la ricchezza la produce. I metalmeccanici non si fermeranno continueranno a lottare per il mantenimento del contratto nazionale che garantisce salario, occupazione e diritti".

"Il 5 novembre - conclude la nota - è previsto uno sciopero di 4 ore a un anno esatto dell’apertura del negoziato".

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