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Occorre fare presto. Il movimento franoso dello scorso 30 settembre, che ha interessato la zona laterale della vecchia Provinciale che collega Pisticci alla valle del Basento e Cavone, è cosa seria che non può essere sottovalutato per diverse considerazioni, prima fra tutte la eventualità, non improbabile, atteso che la cosa saltuariamente si verifica, di una chiusura anche provvisoria della Galleria San Rocco, per la necessaria manutenzione o per eventuali imprevisti interventi.
E ciò, dopo lo stop al traffico della stessa provinciale interessata allo smottamento, per fortuna salvaguardando intelligentemente le diverse residenze dei frontisti e una attività commerciale altrimenti a rischio chiusura, attraverso un varco laterale percorribile solo da mezzi leggeri, ambulanze e, naturalmente, pedoni. Situazione comunque precaria e non di poco conto che spinge a considerare gli interventi del dopo frana della zona Macello, urgenti ed improrogabili per un ritorno alla normalità.
Parallelamente, però, occorre ritornare a fare altre considerazioni su quella che è stata la mancanza di manutenzione della vecchia provinciale (ora interrotta), dopo l’apertura del tunnel dell’aprile 2002. La stessa provinciale, come è noto, fu realizzata all’inizio dell’altro secolo attraverso un percorso di circa quattro chilometri e una quarantina di curve che congiungeva l’abitato di Pisticci al bivio di Pozzitelli e che ora termina proprio all’uscita a valle del tunnel, dove inizia l’ultimo tratto di un paio di chilometri in cui, da poco risultano eseguite importanti opere di ampliamento e ristrutturazione da parte dell’ Amministrazione Provinciale guidata dal presidente Pietro Marrese, a cui va l’appello di questa città, fatto nostro, affinchè si prenda seriamente in considerazione quello che deve essere un necessario, fattivo intervento lungo questa vecchia strada praticamente abbandonata su cui, insistono diverse proprietà di frontisti che hanno il quotidiano bisogno di raggiungerle.
Un intervento che comunque non ha nulla a che vedere con quello del dopo frana prossimo all’ex mattatoio comunale, che riveste carattere di particolare importanza non solo per la messa in sicurezza della zona, ma per ristabilire un equilibrio stradale ora piuttosto precario. Per tutto ciò, naturalmente si confida su quello che sarà l’impegno della Provincia, ma anche della Regione che, comunque, con suoi tecnici, si è già attivata in questo senso partecipando ai sopralluoghi del dopo frana, unitamente alla stessa provincia al sindaco Viviana Verri e al nuovo dirigente l’Ufficio Tecnico Comunale ing. Rocco Di Leo.
Non sappiamo a che punto siano le indagini geologiche e quelle relative all’operazione denominata “Sismica 3”; è importante comunque che si faccia presto. Per evitare altre possibili conseguenze.
Michele Selvaggi